Ristrutturazioni edilizie – condizioni per richiedere la detrazione

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

  • quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, si tratta degli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze
  • quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali
  • quelli necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se questi lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
  • quelli relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune
  • quelli finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • quelli per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%
  • quelli di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici. Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (ad esempio non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas). L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante). Tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano
  • quelli relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza
  • quelli finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono dunque ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni e la detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

Fonte: Agenzia delle Entrate

 

Agevolazioni fiscali- Bonus Facciate 2020

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta, da ripartire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone. Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici: la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.

Se i lavori di rifacimento della facciata, quando non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è richiesto che siano soddisfatti i requisiti di cui al decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) e quelli, relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In queste ipotesi, l’ENEA effettuerà controlli sulla sussistenza dei necessari presupposti, secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018.

Si applicano le disposizioni del decreto Mef n. 41/1998, ossia il regolamento in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia.

Informazioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate
Fonte: Agenzia delle Entrate

Presentazione pratiche edilizie allo S.U.E. Sportello Unico Edilizia di Sanremo

Ai sensi dell’art. 8, c. 1 del Regolamento Edilizio vigente, approvato con D.C.C. n.° 21 del 28/03/2019 ed in vigore dal 17/05/2019, la presentazione presso lo Sportello Unico per l’Edilizia delle istanze, segnalazioni e comunicazioni aventi ad oggetto l’attività edilizia AVVIENE ESCLUSIVAMENTE IN MODO INFORMATIZZATO mediante l’apposito PORTALE istituito dall’Amministrazione Comunale.
Si considerano IRRICEVIBILI le istanze, dichiarazioni, segnalazioni e comunicazioni prodotte in forma cartacea o mediante l’utilizzo di forme di trasmissione differenti da quella informatizzata adottata; in tale caso lo Sportello Unico per l’Edilizia provvede tempestivamente a dare comunicazione dell’irricevibilità al soggetto interessato, salvo che la tipologia di pratica da presentare non rientri tra quelle non ancora attivate sul portale.
fonte: comune di Sanremo

A Sanremo scatta l’ora del “verde intelligente”.

.Questo il nome dato al progetto per la valorizzazione del patrimonio naturale della Città dei Fiori. Il Comune matuziano, nella persona del sindaco Alberto Biancheri, si è proposto quale ente capofila di un rete formata dal Crea (Centro di ricerca orticoltura e florovivaismo sede), dall’università degli studi di Verona, Torino e Genova e dall’istituto superiore Aicardi, per la partecipazione al bando “restauro ambientale sostenibile” della Compagnia di San Paolo. Un’iniziativa della fondazione bancaria che mette a disposizione ingenti risorse finanziarie per opere di riqualificazione ambientale.

A curare personalmente questa iniziativa a trazione pubblica è la consigliera comunale Sara Tonegutti che nel dicembre passato aveva intrattenuto i primi contatti con le università e gli istituti di ricerca. Ora è la giunta che ha partorito il primo risultato concreto costituito dall’approvazione di uno schema di accordo di collaborazione.

L’idea alla base del progetto è quella di creare un verde pubblico sperimentale, capace di avere un forte impatto sociale attraverso il coinvolgimento di volontari per la cura delle aiuole e delle scuole per la scelta delle essenze da piantare in quelle zone di Sanremo che sono state soffocate dalla speculazione edilizia. Si parte quindi con via Agosti, Martiri e Galilei dove potrebbero essere installate fioriere e creato del verde verticale – grazie ai contributi della Fondazione San Paolo – sulle facciate dei palazzi e lungo le scalinate che collegano le tre arterie stradali.

L’amministrazione comunale ha individuato anche il santuario della Madonna della Costa, i luoghi di Calvino e i giardini Regina Elena tra i luoghi da rivitalizzare. Il preventivo complessivo dei costi totali è nell’ordine dei 500 mila euro, di cui a carico del Comune andrebbero 120 mila euro, a fronte di un possibile cofinanziamento di 150 mila da parte dalla Compagnia di San Paolo, mentre le rimanenti risorse verrebbero apportate dagli altri partner.
– di Jacopo Gugliotta – sanremonews

Bonus 2020 – Recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone.

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta, da ripartire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone. Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici: la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.

Se i lavori di rifacimento della facciata, quando non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è richiesto che siano soddisfatti i requisiti di cui al decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) e quelli, relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In queste ipotesi, l’ENEA effettuerà controlli sulla sussistenza dei necessari presupposti, secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018.

Si applicano le disposizioni del decreto Mef n. 41/1998, ossia il regolamento in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia.

Informazioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate
Fonte: Agenzia delle Entrate

Pertinenze: tutte le differenze tra nozione civilistica e urbanistico/edilizia in una sola sentenza

Il Consiglio di Stato fornisce importanti chiarimenti sulla differenza tra la nozione civilistica di pertinenza e quella a fini urbanistico/edilizi
Lo sapevate che le pertinenze edilizie sono ‘diverse’, a seconda che si consideri la nozione civilistica oppure quella a fini urbanistico/edilizi? Per chiarire e dirimere una questione annosa e spinosa, ci viene in ‘soccorso’ il Consiglio di Stato che nella recente sentenza 904/2019 del 6 febbraio scorso, ha effettuato una sorta di riepilogo delle differenze che intercorrono tra la nozione civilistica di pertinenza e quella a fini urbanistico/edilizi.

Nuovo volume: la pertinenza diventa un manufatto edilizio
La chiave di volta è che ai fini edilizi manca la natura pertinenziale quando sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata una qualsiasi opera come, ad esempio, una tettoia, che ne alteri la sagoma.

Nello specifico:
– la qualifica di pertinenza urbanistica è applicabile soltanto a opere di modesta entità e accessorie rispetto a un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici “et similia”, ma non anche a opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si caratterizzino per una propria autonomia rispetto all’opera cosiddetta principale e non siano coessenziali alla stessa, di tal che ne risulti possibile una diversa e autonoma utilizzazione economica (cfr. Cons. St., Sez. VI, 2.1.2018, n. 24, 2.2.2017, n. 694, 4.1.2016, n. 19, 11.3.2014, n. 3952; Sez. V, n. 817 del 2013; Sez. IV, n. 615 del 2012);
– a differenza della nozione civilistica di pertinenza, ai fini edilizi un manufatto può essere considerato una pertinenza quando è non solo preordinato ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale e funzionalmente inserito al suo servizio, ma è anche sfornito di un autonomo valore di mercato e non incide sul “carico urbanistico” mediante la creazione di un “nuovo volume” (v. Cons. Stato, Sez. IV, 2.2.2012, n. 615, cit.).
– nell’ordinamento statale vige il principio generale per il quale occorre il rilascio della concessione edilizia (o del titolo avente efficacia equivalente) quando si tratti di un “manufatto edilizio” (cfr. Sez. VI, 24.7.2014, n. 3952). Fatta salva una diversa normativa regionale o comunale, ai fini edilizi manca la natura pertinenziale quando sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata una qualsiasi opera come, ad esempio, una tettoia, che ne alteri la sagoma”.
fonte:https://www.ingenio-web.it

Non serve il permesso di costruire per una pergotenda

Non serve il permesso di costruire per una pergotenda costituita da una mera struttura metallica di sbarre trasversali per l’inserimento di un telo parasole adiacente al fabbricato, stabilmente ancorata ad esso e al suolo ma aperta su tutti i lati e sul cielo, cioè priva di copertura e tamponature esterne.

Ciò in quanto detta la struttura non è idonea a creare volume o superficie e, quindi, trasformazione urbanistica del territorio, giacché la tenda avvolgibile che essa è unicamente destinata a servire si risolve, in ultima analisi, in un mero elemento di arredo esterno dell’edificio in muratura al quale è infissa e sulla cui originaria identità e conformazione non può certamente incidere né nel senso della creazione di una nuova costruzione né in quello di una ristrutturazione e trasformazione di quella preesistente, non condividendo la natura e le consistenza degli elementi costitutivi del fabbricato cui pertiene (Cons. Stato, sez. VI, 27 aprile 2016 n. 1619);
fonte: http://www.ediliziaurbanistica.it/

Manovra 2019: proroga ecobonus, bonus ristrutturazioni, mobili e verde

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verdeLa legge di Bilancio proroga a tutto il 2019 le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia, di sistemazione a verde e per l’acquisto di mobili.

Ecobonus anche nel 2019
Resta ancora per un anno la detrazione del 65{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici, il cosiddetto ecobonus.

Nello specifico,  le detrazioni Irpef sono da ripartire in 10 rate annuali di pari importo e coprono il 65{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e}delle spese sostenute per lavori sulle singole unità immobiliari volti a ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, migliorare l’isolamento termico dell’edificio, installare pannelli solari per produrre acqua calda, sostituire impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, sostituire scaldacqua tradizionali con scaldacqua in pompa di calore.

L’ecobonus è ridotto al 50{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} per alcuni tipi di intervento: acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, acquisto e posa in opera di schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in classe A o con generatori alimentati da biomasse combustibili.

Il bonus del 65{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} continua a essere applicato alle caldaie a condensazione in classe A dotate di sistemi evoluti di termoregolazione.

Estesa al 31 dicembre 2019 anche l’agevolazione del 65{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} per l’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione) e per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari che compongono l’edificio, il bonus del 65{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} (ridotto al 50{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} per finestre/infissi, schermature solari e caldaie in classe A senza sistemi evoluti di termoregolazione) sale al 70-75{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} quando la riqualificazione consente di raggiungere determinati indici di prestazione energetica.

Queste maggiori detrazioni vanno calcolate su un ammontare complessivo fino a 40mila euro da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari.

Il bonus sale all’80-85{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} se i lavori permettono anche di ridurre la classe di rischio sismico dell’edificio, con un limite massimo di spesa di 136mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari.

Collegata all’agevolazione resta la possibilità di cedere il credito corrispondente alla società che esegue i lavori. Tale possibilità vale sia per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali, sia per quelli effettuati sulle singole abitazioni.

Bonus ristrutturazioni e Bonus mobili ed elettrodomestici
Anche nel 2019 resterà la detrazione del 50{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} da suddividere in 10 quote annuali di pari importo per le spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia fino a 96mila euro per unità immobiliare.

Allungata di un anno anche la vita del cosiddetto bonus mobili, lo sconto del 50{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (fino a 10.000 euro).

Bonus verde
Era la novità della legge di Bilancio 2018 sul fronte degli sconti fiscali, e torna anche nella Manovra 2019 il cosiddetto bonus verde, la detrazione per interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Invariate le percentuali di detrazione: 36{c132f259c425300a5683902863753ac1849a839f6739d519625ece8a7e39846e} delle spese, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5mila euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione spetta anche per le parti comuni esterne condominiali, sempre fino a un importo massimo di 5mila euro per unità immobiliare. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la quota di spesa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. Nei limiti di 5.000 euro devono intendersi ricomprese le connesse spese di progettazione e manutenzione.

Glossario edilizia libera: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’elenco dei lavori per i quali non sarà necessario richiedere alcuna autorizzazione.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 7 aprile 2018 il glossario delle opere che potranno essere svolte in edilizia libera e per le quali non è richiesta alcuna autorizzazione.
A partire dal 22 aprile è possibile effettuate lavori in edilizia senza dover effettuare alcuna comunicazione, senza aprire Scia, Cila o Cil e senza richiedere preventivamente il permesso di costruzione.
L’intesa sul decreto MIT era stata raggiunta durante la Conferenza Unificata Stato Regioni del 22 febbraio 2018, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 222 del 2016, il quale demandava ad un apposito decreto da emanare entro il 9 febbraio 2017 di stilare il glossario dei piccoli lavori di manutenzione per i quali non è più necessario effettuare alcuna comunicazione al Comune.
La lista, composta da 58 tipologie di intervento rientranti in 12 categorie di lavori, ed è aperta a integrazioni prossime future.

Qui l’elenco: glossario-edilizia-libera 

Edifici abusivi, l’inerzia del Comune non è una sanatoria

L’inerzia del Comune non fa diventare legittima una costruzione abusiva né può far sentire al sicuro il proprietario dell’immobile. È questo, in sintesi, il parere espresso nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato con la sentenza 1893/2018.
I giudici hanno spiegato che l’edificazione senza titolo abilitativo è illegittima e la situazione non cambia se l’Amministrazione, che deve tutelare l’interesse pubblico, agisce con ritardo.

L’inerzia, hanno aggiunto, non può far credere al proprietario del manufatto abusivo che l’Amministrazione abbia intenzione di chiudere un occhio e non agire o che si crei una sorta di sanatoria automatica. Questo perché il decorso del tempo non fa perdere all’Amministrazione il potere e il dovere di contrastare l’abusivismo edilizio.

Anche se in ritardo, il Comune può quindi emettere l’ordine di demolizione senza dover fornire ulteriori motivazioni.

Abusivismo edilizio, il caso:
Nel caso esaminato dal Consiglio di Stato, il proprietario di un immobile aveva ricevuto l’ordine di demolire due verande realizzate molti anni prima, senza permesso di costruire, dai precedenti proprietari.

Il nuovo proprietario riteneva di essere stato punito ingiustamente dalla decisione del Comune e sosteneva che il tempo passato lo aveva portato a credere che l’Amministrazione non avesse intenzione di prendere provvedimenti.

I giudici gli hanno dato torto concludendo che l’abuso edilizio non si regolarizza col trascorrere del tempo.
Fonte: Edilportale.