Edifici abusivi, l’inerzia del Comune non è una sanatoria

L’inerzia del Comune non fa diventare legittima una costruzione abusiva né può far sentire al sicuro il proprietario dell’immobile. È questo, in sintesi, il parere espresso nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato con la sentenza 1893/2018.
I giudici hanno spiegato che l’edificazione senza titolo abilitativo è illegittima e la situazione non cambia se l’Amministrazione, che deve tutelare l’interesse pubblico, agisce con ritardo.

L’inerzia, hanno aggiunto, non può far credere al proprietario del manufatto abusivo che l’Amministrazione abbia intenzione di chiudere un occhio e non agire o che si crei una sorta di sanatoria automatica. Questo perché il decorso del tempo non fa perdere all’Amministrazione il potere e il dovere di contrastare l’abusivismo edilizio.

Anche se in ritardo, il Comune può quindi emettere l’ordine di demolizione senza dover fornire ulteriori motivazioni.

Abusivismo edilizio, il caso:
Nel caso esaminato dal Consiglio di Stato, il proprietario di un immobile aveva ricevuto l’ordine di demolire due verande realizzate molti anni prima, senza permesso di costruire, dai precedenti proprietari.

Il nuovo proprietario riteneva di essere stato punito ingiustamente dalla decisione del Comune e sosteneva che il tempo passato lo aveva portato a credere che l’Amministrazione non avesse intenzione di prendere provvedimenti.

I giudici gli hanno dato torto concludendo che l’abuso edilizio non si regolarizza col trascorrere del tempo.
Fonte: Edilportale.

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